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Cartelle. Stralcio automatico da valutare sull’intero importo

FONTE: FISCAL FOCUS


Autore: Paola Mauro



La Corte di Cassazione (Sez. 3 civ.), con l’ordinanza n. 17966/2020 (dep. 27 agosto), si è pronunciata a proposito dello “stralcio” automatico di debiti tributari fino a 1000 euro, ponendosi in consapevole contrasto con quanto recentemente affermato sulla medesima questione dalla Sezione Tributaria della stessa Corte con ordinanza n. 11817/2020.


Presupposti per lo stralcio - L'art. 4, del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, in particolare, dispone:

  • «I debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del presente decreto, fino a mille euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi, affidati agli agenti della riscossione dal 10 gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, ancorché riferiti alle cartelle per le quali è già intervenuta la richiesta di cui all'art. 3, sono automaticamente annullati. L'annullamento è effettuato alla data del 31 dicembre 2018 per consentire il regolare svolgimento dei necessari adempimenti tecnici e contabili. [...]».


L’art. 16-quater del D.L. n. 34 del 2019, conv. con modif. in L. n. 58 del 2019, ha aggiunto che:

  • «Gli Enti creditori, sulla base dell’elenco trasmesso dall’agente della riscossione, adeguano le proprie scritture contabili entro la data del 31 dicembre 2019, tenendo conto degli eventuali effetti negativi già nel corso della gestione e vincolando allo scopo le eventuali risorse disponibili alla data della comunicazione».


Ai sensi del succitato art. 4 (comma 4) sono esclusi dall’annullamento:

  • i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;

  • le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;

  • le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato;

  • nonché i debiti relativi alle risorse proprie tradizionali previste dall'articolo 2, par. 1, lett. a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, e all'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione.

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