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Dichiarazioni 2020 al test dei nuovi reati tributari

Fonte: FISCAL FOCUS

Autore: Giuseppe Avanzato




Il DL 124/2019 ha introdotto molte novità in materia penal-tributaria. In particolare, l’art. 39, comma 1, del DL citato è intervenuto a modificare le norme vigenti in materia di reati tributari, statuendo, da un lato, l’inasprimento della pena prevista in caso di perfezionamento del reato e, dall’altro, la riduzione della soglia di rilevanza penale disposta per tali fattispecie.


Le nuove norme inserite nel decreto fiscale, come espressamente previsto in seno al medesimo, sono entrate in vigore alla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del decreto, per cui sono in vigore dal 25 dicembre 2019 e troveranno applicazione solo per i reati tributari commessi in data successiva. Nello specifico, poiché molti dei reati interessati dalle modifiche in parola costituiscono reati dichiarativi (ovvero che si perfezionano per effetto della presentazione della dichiarazione fiscale) è con le dichiarazioni presentate quest’anno che potranno trovare applicazione per la prima volta le nuove disposizioni.


Momento consumativo del reato - La presentazione delle dichiarazioni fiscali assume un ruolo centrale nell’ordinamento tributario del nostro Paese in quanto il sistema di riscossione delle imposte è fondamentalmente basato sull’autotassazione, salvo l’esercizio delle attività di controllo esercitate ex post dall’Agenzia delle Entrate e dagli altri organi di controllo, per cui, laddove il contribuente omette la presentazione di una dichiarazione fiscale o la presenti con dati inesatti o incompleti, l’Amministrazione Finanziaria è legittimata ad irrogare le sanzioni amministrative previste.


Infatti, nel caso dei reati tributari di natura dichiarativa (dichiarazione omessa/infedele/fraudolenta) il momento consumativo del reato è proprio la presentazione della dichiarazione fiscale nella quale vengono riportati i dati non veritieri o fittizi ovvero l’omissione dell’adempimento laddove obbligatorio.


Sarà quindi con la presentazione/omissione del Modello Redditi 2020 (la cui scadenza è fissata al 30 novembre) o Iva 2020 (la cui presentazione doveva avvenire entro lo scorso 30 giugno) che potranno verificarsi i presupposti per l’applicazione delle nuove norme sui reati tributari.


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