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“L’Italia ha bisogno di Ugo Tognazzi, non del Conte Mascetti!”

Aggiornato il: gen 14

Autore: Thomas Casali

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Sembra una battuta da social per raccogliere like o reazioni da qualche nuovo “amico virtuale”, cosa che nel mondo di oggi sembra la priorità assoluta, ma non è così. È una “realtà ragionata”, culturalmente evoluta e politicamente ragionevole.


Sì, perché Ugo Tognazzi non era solo quello di “Amici Miei” (film il cui titolo si sposa bene con l’attuale politica): quel povero nobile decaduto e sciatto, quel simpatico personaggio, in cui la “supercazzola” diventava il modo tragicomico di ridare smalto ad una vita bieca ed inutile.


Ugo Tognazzi era un genio, un attore poliedrico, un uomo che studiava, dall’enorme cultura, un anarchico sui generis, un uomo coraggioso che, con passione e professionalità, esprimeva attraverso il cinema la propria visione di libertà. Un “egoista altruista”, che amava dare per sentirsi pieno, saggio. Un uomo che ha parlato per primo di temi tabù e che ha rivoluzionato, portando nel cinema la voglia di irriverenza. Ed è così che dovrebbe essere la politica o, meglio, l’uomo che dovrebbe guidare il nostro governo oggi.


Davanti all’ennesima crisi governativa ci troviamo senza alternative. Guardo la classe politica italiana e penso che, forse, davvero siamo in quel film. Guardo Conte (Mascetti?) e la sua boria Casalina(o), che da “tifoso” per il 30% grillino, si trasforma in grande statista, come se essere uno statista si acquisisse esclusivamente sedendosi su quello scranno. Uno showman presuntuoso, che manca di rispetto agli italiani per qualche visualizzazione in più. Mi aspetto di vederlo fra qualche anno al “Grande Fratello Vip”, quale meteora di una politica illogica ed irresponsabile costruita sulle vite dei cittadini italiani.


Continuando mi soffermo sul PD e su Zingaretti, il partito dei “centri storici” e del “comunismo col Rolex e con le scarpe della Nike” e mi domando: Cosa siete? Di sinistra? Radical chic? Liberali? O solamente un’accozzaglia che non ha più un’idea di politica e per questo fa dell’immobilismo la sua esistenza? Caro Zingaretti, ti ricordo che, mentre noi eravamo chiusi in casa, il tuo segretario personale faceva festini a base di ostriche e champagne, e mentre sparivano soldi dalle casse della tua regione, te ne stavi a filosofeggiare contro l’opposizione. Ma un po' di “sana vergogna” e “senso del pudore” è chiedere troppo?


Per non parlare dei “nobili decaduti” come Renzi e i Grillini.

Parto dagli ultimi, che si lamentavano degli “Scilipoti” e son diventati pure peggio, da “rivoluzionari” a “rivoluzionati” in nemmeno di 3 anni: record da guinness dei primati. E sono peggiori di quelli che criticavano, perché, illudendo gli italiani, ma soprattutto i loro “vivaci” votanti, gustata la “poltrona”, hanno fatto scorte di “cemento a presa rapida” per non scollarsela di dosso. Gente così è il “nulla fatto politica” e non merita neanche troppe parole. Basta guardare le facce di Di Maio, Toninelli o Fico per capire che fine ha fatto il Belpaese, probabilmente, come nella barzelletta che ci raccontavano da bambini, spalmato sul panino. Un appello: popolo grillino che non ha perso il senno, mettete mano alla vostra coscienza, fatevi un cammino verso Santiago e pensateci bene prima di dare nuovamente un voto inutile a gente politicamente inutile!


A Renzi invece, nonostante tutto, deve andare un plauso, perché nell’ultimo mese ha riportato la politica ad un livello minimo di decenza e per questo viene massacrato quotidianamente in modo vergognoso. Non basta però questa “via crucis politica” per redimere la sua coscienza dalle migliaia di cose non giuste fatte a noi italiani. Noi non dimentichiamo, ma ti sei salvato in corner!


Nell’opposizione le cose non cambiano, ma quantomeno, quando non si governa, le “supercazzole e le chiacchere” sono più interessanti e credibili, forse, ma soprattutto non fanno danni irreparabili. Pensate che hanno talmente tante idee realizzabili che sperano in un governo tecnico europeo per darci una salvata.


Ora in tutto questo, ho il serio dubbio, che, dato il recente “licenziamento per giusta causa”, non è che qualcuno, invece che un “Draghi”, proporrà Trump per un nuovo governo tecnico? Soprattutto perché i tecnici spendibili (vedi Colao) sono stati tutti bruciati nelle task force governative e, a meno che Checco Zalone, guidato dell’amore per questo paese, non si metta a disposizione (e sarebbe il primo vero statista a guidare il paese negli ultimi 40 anni), non abbiamo molte cartucce da sparare. E quindi, dopo tanto ciarlare, spero che dall’aldilà, quel grande artista poliedrico e geniale, pensando a come siamo messi (male), tra “un’anatra all’arancia” e una “grande abbuffata”, provi pietà, trovando un altro “se stesso”, pronto a prendersi le redini del paese in modo “liberal-meritocratico”.


Intanto NOI ci stiamo provando! Quantomeno a portare qualcosa di nuovo e di originale, anche solo mettendo a disposizione di tutti le nostre competenze, la nostra passione e l’amore, quello impetuoso, per il nostro splendido paese. Lo facciamo in modo semplice, umile, realistico, liberale, meritocratico, “volontari della politica”, nell’unico modo che conosciamo: alzando le nostre maniche e lavorando. Fare più che dire. Comunità più che personalismi. Idee più che sterili polemiche.


E allora, un invito. Proviamoci insieme. Troviamo il coraggio di dialogare e di crescere. Non è più il momento di delegare ad altri il nostro presente e il nostro futuro. I danni si sono visti e tutti noi abbiamo le nostre responsabilità personali.


Tarapioco a tutti. Full Power Più!!!

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