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La riforma fiscale: il nuovo “regime” di cassa

FONTE: FISCAL FOCUS

Autore: Nicola Forte



Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha esposto, nel corso di un’audizione davanti alla VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati, le priorità nell’utilizzo del Recovery Fund, con particolare riferimento a possibili interventi di riforma del sistema fiscale e della riscossione.


È dunque possibile trarre numerosi spunti con riferimento all’annunciata riforma dell’Irpef che inizierà a vedere la luce a partire dalla prossima legge di Bilancio. Tuttavia, anche in considerazione della complessità dell’intervento, la “revisione” dei criteri di tassazione degli autonomi non partirà dal 1° gennaio 2021, ma sarà necessario attendere l’anno successivo. Per il momento l’impalcatura della riforma dovrebbe essere inserita in una legge delega da approvare entro la fine dell’anno.


I soggetti interessati- Dal testo dell’audizione si desume che i nuovi criteri di tassazione in base al principio di cassa pura e di riscossione dovrebbero riguardare esclusivamente i soggetti di minori dimensioni. La novità non dovrebbe essere applicata, quindi, alle società di capitali.


La platea dei soggetti interessati all’applicazione della novità dovrebbe essere rappresentata dalle persone fisiche, cioè gli imprenditori individuali e i lavoratori autonomi, dalle società di persone, dai contribuenti che applicano il regime di vantaggio o il regime forfetario. Saranno dunque compresi anche gli esercenti arti e professioni.


Gli elementi caratterizzanti il nuovo sistema: il principio di cassa- Sulla base delle disposizioni attualmente in vigore, sia gli esercenti le attività di impresa di minori dimensioni (le c.d. imprese minori), sia gli esercenti arti e professioni, determinano il reddito con un regime improntato alla cassa. Alcuni componenti reddituali assumono rilevanza, ai fini fiscali, nel momento in cui maturano, cioè indipendentemente dall’avvenuto pagamento. Ad esempio, tale principio è previsto per i professionisti con riferimento ai canoni di locazione finanziaria maturati. Gli avvenuti pagamenti sono altresì irrilevanti con riferimento all’acquisto di beni la cui utilità è pluriennale. In tale ipotesi, infatti, la deducibilità del costo è suddivisa sulla base delle quote di ammortamento.


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