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Nuovo DPCM, lockdown a macchia di leopardo

FONTE: Fiscal Focus

Autore: Sandra Pennacini



Dopo il “semi lockdown”, il nuovo DPCM porta con sé un lockdown vero e proprio, seppure a macchia di leopardo, con misure diverse a seconda delle aree geografiche. È stata infatti definitivamente abbracciata la tesi, già da tempo annunciata, di una modulazione delle misure restrittive in base alla gravità della situazione epidemiologica, secondo un meccanismo che vede il Ministero della Salute, con propria ordinanza, suddividere le Regioni in tre gradi di rischio, dai quali discendono misure più o meno severe.


Ricordando che le nuove regole entreranno in vigore giovedì 5 novembre, il futuro di molte aziende è “appeso” all’area di destinazione della propria Regione, area che peraltro potrebbe essere rivista se variano i dati evolvono, in meglio o in peggio; le misure introdotte, comunque, resteranno in vigore per un minimo di 15 giorni.


Scopo del presente intervento è quello di delineare il destino delle tre principali macro-categorie che, ancora una volta, si trovano al centro dei provvedimenti restrittivi - così come già accaduto con il mai dimenticato DPCM 11 marzo 2020 con il quale erano stati sospesi il commercio al dettaglio, i servizi alla persona e la ristorazione – nonché le ulteriori novità inerenti le attività produttive.


Occorre evidenziare sin da subito che in alcun caso industria e commercio ad ingrosso, nonché i servizi professionali e finanziari, sono interessati dalle nuove disposizioni. Queste categorie continuano nella loro attività, fermo restando la forte raccomandazione all’adozione del lavoro agile.


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