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Per un nuovo immaginario scolastico: ripartiamo dal sistema IB


Autrici: Alessandra Raveane* e Giulia Spada*

*(1) Responsabile Regione LOMBARDIA PIÙ e *(2) Ricercatrice indipendente



Già 1971 Ivan Illich denunciava lo stato di salute della scuola come istituzione: in “Descolarizzare la società”[1] criticava l’impianto scolastico ipotizzando una società senza scuola. Da allora sono passati molti anni, ma molto è attuale. Guardando il sistema scolastico italiano ci si renderà conto delle problematiche e delle contraddizioni in cui versa.


Dall’architettura degli edifici a quella dei programmi, sembra che ci sia molto da ripensare. La scuola così com’è non è sempre esistita, è espressione di condizioni storico-politiche peculiari e per questo può subire delle revisioni. Le sue radici si possono trovare nel regno di Carlo Magno e nella sua alleanza con la Chiesa. L’imperatore comprese che per gestire in maniera ordinata il suo impero, occorrevano funzionari preparati, che conoscessero bene cosa e come ordinare. Guardando con interesse le scuole dei monaci, in cui veniva insegnato l’ordine della preghiera e della devozione, inventò qualcosa di analogo adottandone gli strumenti e in particolare il libro.


Anche oggi il dispositivo di insegnamento è fondato sui libri, il sapere da insegnare è deciso da qualcuno in posizione di potere che stabilisce anche i programmi e le modalità di verifica. Il momento storico attuale può essere un’opportunità di ricerca e studio su questi temi. Lo spostamento online della didattica ha dimostrato che il contenitore carolingio è ormai archeologia.


Questo è il momento giusto per interrogarsi su alcune parole a cui ci siamo abituati. Cosa vuol dire istruzione, cultura, valutazione? Quali sono i luoghi adatti e chi le persone responsabili del processo formativo? Il modello tradizionale ha dimostrato delle falle anche nel mito dell’inclusione: è con la didattica online che le famiglie di alunni portatori di disabilità hanno visto l’inefficacia del sistema istituzionale di sostegno, poiché non è stato possibile trasportarlo a distanza.


Dovendo proporre altri sguardi, si potrebbe partire dal sistema IB, che attraverso istituti internazionali, sta prendendo piede anche in Italia. È un sistema che tende a sviluppare negli studenti una maggiore comprensione e rispetto di ciascuna cultura, favorendo la curiosità rispetto al mondo e alle sue diversità[2].


Altre esperienze problematizzano il contenitore scuola e propongono alla società un modello diffuso sul territorio, riportando al centro temi come l’ambiente e la cura della Terra[3].


Per iniziare questa decostruzione, è importante rintracciare l’origine delle parole della scuola, il loro dispositivo, ciò che nascondono. Per farlo, si può partire dall’esperienza diretta, con storie che mostrano sia l’inadeguatezza del modello, che l’emersione di un nuovo immaginario di rinnovamento.

[1] Ivan Illich, “Descolarizzare la società. Una società senza scuola è possibile?” Harper & Row, New York, 1971 [2] https://www.ibo.org/about-the-ib/; https://www.educazioneglobale.com/2014/09/cosa-e-e-come-funziona-lib-linternational-baccalaureate-in-parole-semplici/ [3] https://www.canalescuola.it/scuola-nel-bosco-educare-nel-bosco

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