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Restituzione del contributo a fondo perduto: l’applicazione della causa di non punibilità

Fonte: FISCAL FOCUS

Autore: Giuseppe Avanzato


L’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 22/E/2020 ha fornito ulteriori chiarimenti ai fini della fruizione del contributo a fondo perduto, previsto dall’art. 25 del D.L. Rilancio, recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica COVID-19”.


Il contributo a fondo perduto e l’ambito soggettivo- Il contributo a fondo perduto, previsto dal suddetto decreto, consiste nell’erogazione di una somma di denaro senza obbligo di restituzione. L’erogazione del contributo avviene mediante accredito sul conto corrente dell’IBAN intestato al soggetto richiedente.


L’Agenzia delle Entrate, in un primo momento, con la Circolare n. 15/E/2020 ha fornito alcune indicazioni circa le modalità di utilizzo del contributo a fondo perduto.

Successivamente, al fine di soddisfare ulteriori esigenze di chiarimento, l’Agenzia ha emanato la Circolare n.22/E/2020 con la quale ha reso ulteriori indicazioni nella forma di risposte a quesiti.


Il predetto articolo 25 prevede che il contributo spetta ai soggetti titolari di partita IVA CHE:

  • esercitano attività d’impresa;

  • esercitano attività di lavoro autonomo;

  • sono titolari di reddito agrario.


I contribuenti aventi diritto possono richiedere il bonus con apposita istanza, da presentare esclusivamente in via telematica, dal 15 giugno al 13 agosto 2020.


Nel caso in cui il soggetto richiedente sia un erede che continua l’attività per conto del soggetto deceduto, le domande possono essere inviate dal 25 giugno al 24 agosto 2020.


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