Cerca
  • partiteivaitaliane

Validità del DURC: labirinto di scadenze senza freno e senza fine

Fonte: FISCAL FOCUS

Autore: Marco Militello



Quando ci saremo lasciati alle spalle l’emergenza COVID-19, ci ricorderemo della schizofrenica consecutio temporum con la quale, in tre mesi, sono state stravolte e cambiate le date di proroga e validità dei documenti di regolarità contributiva. Paradossalmente, in un’ottica di semplificazione in periodo di emergenza sanitaria, la cosa si è ulteriormente complicata con il decreto Semplificazione stesso, D.L. n. 76/2020, il cui raccordo con l’ultima versione del decreto Rilancio, D.L. n. 34/2020, convertito con modifiche nella legge n. 77/2020 dovrà essere oggetto di ulteriori chiarimenti. Mentre scriviamo, infatti, siamo in attesa di nuove indicazioni per sbrogliare la matassa delle date diffuse, a pioggia, su un tema che doveva permettere semplicemente alle aziende di non dovere rincorrere le sedi Inps per avere un DURC valido con cui poter lavorare in questi mesi, dove tutto funziona con il rallentatore.


Vediamo di fare un riepilogo:

  • Il D.L. n. 18/2020, entrato in vigore il 17/3/2020, aveva stabilito - art. 103, comma 2 - che “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020”. Tra questi documenti vi rientrava anche il DURC;

  • La legge n. 27/2020 di conversione del Cura Italia, entrata in vigore il 30/4/2020, era andata a modificare l’articolo 103 comma 2 del D.L. n. 18/2020 con il seguente testo: “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, compresi i termini di inizio e di ultimazione dei lavori di cui all’articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza”, ovvero il 29 di ottobre;

  • Il D.L. n. 34/2020, entrato in vigore il 19/5/2020, aveva nuovamente modificato i termini di validità del DURC scrivendo con l’art. 81: “All’articolo 103, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono aggiunte infine le seguenti parole: “ad eccezione del documento unico di regolarità contributiva, che conserva validità sino al 15 giugno 2020”.

  • La legge n. 77/2020 di conversione del decreto Rilancio, entrata in vigore il 19/7/2020, ha nuovamente modificato l’articolo 103 comma 2 del D.L. n. 18/2020 sopprimendo il comma 1 dell’articolo 81 del D.L. n. 34/2020, con effetto dal 19 luglio 2020, con il seguente testo: “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, compresi i termini di inizio e di ultimazione dei lavori di cui all’articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, in scadenza tra il 31 gennaio 2020e il 31 luglio 2020, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza”, ovvero il 29 di ottobre.

Continua a leggere l'articolo su FISCAL FOCUS.

Abbonati al quotidiano Fiscal Focus per essere sempre aggiornato in materia fiscale.


5 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Iscriviti alla Newsletter PIÙ

© 2020 PIÙ Partite Iva Unite